Come abbiamo già detto nei precedenti articoli il prestito per consolidamento debiti consente di raggruppare diversi prestiti precedentemente ottenuti in uno unico al fine di allungarne il pagamento nel tempo e di far fronte a una minore uscita mensile per il pagamento delle rate.
Ma cosa si può fare nel caso in cui questa necessità si presenti a fronte di un unico finanziamento in corso? In questo caso è possibile procedere attraverso il rifinanziamento del prestito, ovvero attraverso la ritrattazione del prestito stesso variando la lunghezza del periodo di rimborso e diminuendo dunque l’ammontare della rata mensile da pagare alla banca o all’istituto finanziario.
Il rifinanziamento di un prestito avviene generalmente secondo due modalità: attraverso un mutuo di liquidità per importi superiori ai 30.000 euro o attraverso un prestito chirografario nel caso di importi inferiori ai 30.000 euro.
A seconda della natura varierà dunque il periodo massimo in cui il debito può essere allungato e si attesta intorno ai 20 anni nel caso del mutuo di liquidità e di 10/12 anni per quanto riguarda la soluzione con prestito.
I tempi per la concessione vanno dai 30 giorni nel caso del mutuo ai tempi decisamente più brevi e stimabili nell’ordine dei giorni per quel che riguarda i prestiti.
Seppur di natura economicamente diversa e certamente più semplice sul piano tecnico il rifinanziamento dei presiti può essere inserito nella categoria del consolidamento dei debiti.
Il rifinanziamento del mutuo analogamente a quanto accade nel caso di rifinanziamento dei prestiti può essere considerato un’operazione di consolidamento debiti in quanto è volto a ridurre la rata mensile da pagare con conseguente allungamento nel tempo del mutuo stesso, portando come conseguenza anche una maggiore disponibilità di liquidità.
Il primo vantaggio derivante da questa operazione è rappresentato dal fatto che oltre alla ricontrattazione del vecchio mutuo è possibile ottenere una somma aggiuntiva a titolo di liquidità che facente parte del mutuo stesso e concessa a tassi propri di questa forma di credito potrà essere restituita ad un tasso certamente più basso rispetto a quelli applicati sui prestiti personali solitamente attestati ad un valore del 7/13%.
Diverse possono essere le motivazioni che spingono alla richiesta di rifinanziamento del mutuo: la necessità di modificarne la durata nel tempo e il tasso di interesse, l’abbattimento di costi accessori che gravano pesantemente sull’importo mensile da corrispondere alla banca per il rimborso, la necessità di ottenere ulteriore liquidità immediata a tassi di interesse inferiori rispetto alle comuni forme di credito al consumo.
Per quanto riguarda le durate e i tassi di interesse applicati consigliamo come sempre di valutare le offerte di diverse banche e istituti finanziari tenendo presente che secondo normativa alle spese “tradizionali” sarà da aggiungere il valore della penale massima del 2% per l’estinzione anticipata del mutuo in corso.